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La natura del servizio

Questa pagina non spiega il servizio: lo dichiara. È l’elenco esatto di ciò che Artheia registra, di ciò che questo prova e di ciò che non prova, messo per iscritto e datato.

Che cosa Artheia registra

Artheia registra una dichiarazione di paternità resa dall’autore di un’opera. Attorno a quella dichiarazione raccoglie quattro cose, e sono tutte e quattro necessarie perché un certificato diventi pubblico.

L’identità di chi dichiara

La verifica una persona di Artheia, leggendo i documenti. Finché non è verificata, quella persona non può registrare nulla.

Le fotografie dell’opera

Il fronte, il retro e la firma sono obbligatori, e servono almeno due dettagli. Si possono aggiungere fino a sei dettagli e fino a sei immagini di contesto.

Un documento sottoscritto

La dichiarazione viene firmata con firma elettronica qualificata. La firma si appone fuori da Artheia, presso il prestatore scelto dall’artista, che è anche chi ne accerta l’identità.

Un chip legato a quel documento

Un chip NTAG 424 DNA applicato all’oggetto e legato a quel certificato. Il legame del chip è ciò che rende pubblico un certificato: non esiste nessun’altra strada, e nessun pannello di Artheia può pubblicare senza di esso.

La paternità è dichiarata dall’autore, non accertata da Artheia.

Che cosa questo prova

Due cose, e vanno tenute distinte perché hanno due pesi diversi.

Chi ha dichiarato

Il documento è sottoscritto con firma elettronica qualificata. Chi sia il firmatario lo accerta il prestatore che emette il certificato di firma, e quella verifica viaggia dentro il file: vale anche se Artheia non c’è più, e vale anche contro Artheia. È il pezzo più solido del prodotto, ed è solido proprio perché non dipende da noi.

Che il chip su quell’oggetto è quello legato a quel certificato

Il chip risponde a ogni tap con un codice che cambia ogni volta e che solo le chiavi corrette sanno produrre. Vale contro chi volesse contraffare l’oggetto, e non vale contro Artheia, che quelle chiavi le ha messe.

Ci sono due modi di verificare, e provano due cose diverse.

I due modi di verificare, e che cosa ciascuno prova
VerificaChe cosa provaChe cosa mostra
Codice digitato su questo sitoChe il certificato esisteIdentificativo, titolo, autore, identità, data. Nessuna immagine, nessun documento
Tap sul chip dell’operaChe il certificato è su quell’oggettoLa scheda completa, le immagini e il documento, per pochi minuti
Verifica
Codice digitato su questo sito
Che cosa prova
Che il certificato esiste
Che cosa mostra
Identificativo, titolo, autore, identità, data. Nessuna immagine, nessun documento
Verifica
Tap sul chip dell’opera
Che cosa prova
Che il certificato è su quell’oggetto
Che cosa mostra
La scheda completa, le immagini e il documento, per pochi minuti

La scheda ridotta è ridotta davvero: i dati che non mostra non arrivano al browser di chi guarda. Mandarli e nasconderli in pagina sarebbe teatro.

Che cosa questo non prova, e non è

Ogni voce di questo elenco dice se è una scelta, e allora resterà vera, oppure se è lo stato di oggi, e allora porta la data del giorno in cui lo era.

Per disegnoNon è un’attribuzione

Artheia non esprime giudizi sull’autenticità, sull’attribuzione o sul valore di un’opera, e non svolge perizie. Un certificato prova che una dichiarazione è stata resa, da quella persona, in quella data.

Per disegnoNon rileva le copie

Un chip con chiavi corrette non è duplicabile senza le chiavi. Ma nel registro dei tap non entra nessun dato di chi verifica: né indirizzo IP, né browser, né sessione. Quindi «la stessa persona ha ricaricato la pagina» e «due persone hanno lo stesso collegamento» sono, per questo registro, lo stesso fatto. È il prezzo diretto di non trasformare un registro di opere in un registro di persone, ed è un prezzo che Artheia sceglie di pagare.

Per disegnoLa protezione del documento è dissuasione

Il documento si apre per pochi minuti e con un collegamento che vale una volta sola. Chi vuole, però, fotografa lo schermo: il segreto non è il documento, è la chiave dentro il chip.

Oggi, 2026-09-21La verifica dell’identità è manuale

La marca una persona di Artheia, leggendo i documenti. Non c’è nessun controllo automatico dei documenti d’identità. È più lento, ed è il motivo per cui chi si registra non può depositare subito.

Oggi, 2026-09-21La firma non è controllata da Artheia

Quando l’artista riconsegna il documento firmato, Artheia verifica che quel file contenga la bozza immutata, byte per byte. Non verifica chi l’abbia sottoscritto né se quella sottoscrizione sia efficace: la prova di chi ha firmato sta dentro il file e la dà il prestatore, non noi.

Oggi, 2026-09-21Non c’è marca temporale, non c’è sigillo, non c’è versamento in conservazione

Il percorso completo del documento ha tredici passi e sette non esistono ancora: la validazione della firma, la marca temporale, la verifica del documento firmato, il sigillo elettronico, il rapporto dei controlli, il versamento in conservazione e la ricevuta del versamento. Finché non ci sono, la data che il registro porta è la data che il registro si è dato.

Oggi, 2026-09-21Non c’è ancoraggio su registro distribuito

Il database conserva le colonne che servirebbero a registrarlo e nessuna riga le scrive. Se un giorno esisterà, questa pagina lo dirà con la data del giorno in cui è cominciato.

Artheia non attesta che un’opera sia autentica, e nessun documento prodotto dalla piattaforma va presentato come un’attestazione di autenticità. Ciò che questa piattaforma produce è documentazione di paternità dichiarata.

Gli obblighi di chi dichiara, le condizioni del servizio e i limiti di responsabilità stanno nei termini.

Termini del servizio