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Per chi e'

Tre persone diverse incontrano Artheia in tre momenti diversi. Qui c'e' che cosa serve a ciascuna, prima di cominciare invece che dopo.

L'artista

Che cosa fa
Registra le proprie opere, carica le fotografie, sottoscrive la dichiarazione di paternita' e la riconsegna firmata.
Che cosa serve
Una firma elettronica qualificata, presso un prestatore, che si attiva con le proprie credenziali. Artheia non la fornisce e non la tiene.
Che cosa ottiene
Un certificato per ciascuna opera, e un chip che lo lega all'oggetto.

L'identita' la verifica Artheia a mano, e non e' immediata. Finche' non e' verificata non si puo' registrare nessuna opera: e' lo stato in cui si trova ogni artista appena registrato, e si dice qui per non scoprirlo dopo.

La galleria

Che cosa fa
Dichiara per conto di un artista, con il suo mandato, e segue le pratiche delle opere che tratta.
Che cosa serve
Un mandato scritto dell'artista, caricato in piattaforma. Lo approva Artheia a mano, e solo dopo l'approvazione si puo' dichiarare per conto suo.
Che cosa ottiene
La possibilita' di portare in certificato le opere che tratta, senza che l'artista debba seguire ogni passaggio.

Su ogni certificato dichiarato da una galleria la scheda pubblica lo scrive: chi guarda deve sapere che non ha dichiarato l'artista in persona.

Il collezionista

Che cosa fa
Verifica un'opera che ha in mano, o un codice che ha su un certificato.
Che cosa serve
Un telefono. Nessun account, nessuna applicazione da installare, nessun dato da lasciare.
Che cosa ottiene
La scheda dell'opera, e il documento che l'autore ha sottoscritto.

Il tap e il codice non provano la stessa cosa. Il codice prova che il certificato esiste; il tap prova che quel certificato sta su quell'oggetto, ed e' l'unico dei due che apre le fotografie e il documento.