Termini del servizio
Questa pagina descrive il servizio e le condizioni a cui viene prestato. Le parti che vincolano devono ancora essere approvate da chi ne risponde, e finché non lo sono questa pagina le dichiara mancanti invece di riempirle.
Lo stato di questo documento
Questi termini non sono ancora in vigore.
Il testo che vincola non è stato ancora redatto né approvato. Ciò che segue è la struttura, con dentro i fatti che il sistema già impone. Finché resta così, nessuna delle caselle di accettazione presenti sul sito può produrre un’accettazione valida, e questo va risolto prima di aprire il servizio al pubblico.
Chi presta il servizio
Mancano ragione sociale, sede, partita IVA, iscrizione al registro delle imprese e l’indirizzo a cui si inviano le comunicazioni. Sono gli stessi dati che mancano nella privacy e in fondo a ogni pagina.
Che cos’è il servizio
Artheia tiene un registro di dichiarazioni di paternità. L’autore di un’opera dichiara di esserne l’autore, Artheia ne verifica l’identità, raccoglie le fotografie e i dati dell’opera, e lega la dichiarazione sottoscritta a un chip applicato all’oggetto.
La paternità è dichiarata dall’autore, non accertata da Artheia. Artheia non svolge perizie e non esprime giudizi sull’autenticità o sul valore di un’opera.
L’elenco esatto di che cosa il servizio prova e di che cosa non prova sta su una pagina sua, ed è parte di queste condizioni.
La natura del servizioGli obblighi di chi dichiara
Chi registra un’opera si assume tre responsabilità, e sono sue, non di Artheia.
La verità di ciò che dichiara
I dati dell’opera, la paternità e ogni altra informazione inserita sono dichiarati sotto la propria responsabilità. Artheia controlla che la pratica sia completa e coerente, non che sia vera.
I diritti sulle immagini caricate
Chi carica una fotografia dichiara di avere il diritto di usarla e di consentirne la pubblicazione sulla scheda dell’opera.
La sottoscrizione
La conferma che si dà sulla piattaforma prima di inviare una pratica è una conferma di avere letto la dichiarazione, e non una firma. La firma vera si appone dopo l’approvazione, su un documento che Artheia prepara, e si appone fuori da Artheia presso il prestatore di servizi fiduciari scelto da chi firma.
Mancano le conseguenze di una dichiarazione non veritiera, e vanno scritte dentro la dichiarazione stessa, non solo qui: chi dichiara deve sapere che cosa rischia nel momento in cui dichiara. È la difesa che costa meno di tutte, perché agisce prima e non dopo.
Il mandato della galleria
Una galleria può dichiarare per conto di un artista soltanto dopo aver depositato un mandato e averlo visto approvare. Il mandato si deposita come documento PDF, insieme alla partita IVA, e lo esamina una persona di Artheia: non c’è nessuna approvazione automatica, e un rifiuto porta sempre una motivazione scritta.
Fino all’approvazione, il conto resta quello di un artista e non può dichiarare per nessun altro. L’opera dichiarata con un mandato resta visibile sia alla galleria sia all’artista per cui è stata dichiarata.
Manca che cosa il mandato debba attestare per essere accettato, per quanto tempo valga, e che cosa accade alle opere già dichiarate se viene revocato.
Che cosa Artheia non garantisce
- Che un’opera sia autentica, o che sia attribuibile a chi la dichiara. Artheia registra una dichiarazione, non la verifica nel merito.
- Il valore di un’opera, in nessuna forma e in nessun momento.
- L’assenza di copie. Il chip non è duplicabile senza le sue chiavi, ma Artheia non rileva l’esistenza di un duplicato e non se ne accorgerebbe.
- Che la sottoscrizione apposta sul documento sia efficace. Artheia verifica che il documento riconsegnato contenga la bozza immutata, non chi lo abbia sottoscritto.
- La continuità del servizio, la conservazione dei file oltre quanto dichiarato nella privacy, e il funzionamento dei chip applicati agli oggetti, che sono cose fisiche e si rompono.
Sospensione dei conti e revoca dei certificati
La sospensione di un conto
Un conto sospeso perde l’accesso a tutta la piattaforma finché la sospensione dura. Le opere già pubblicate restano pubbliche: la sospensione riguarda chi opera, non ciò che è stato registrato.
La revoca di un certificato
Un certificato revocato resta leggibile, e si legge come revocato: il chip resta legato a quell’opera e continua a rispondere, dicendo che quel certificato è stato revocato. La revoca non si annulla, e non esiste nessuna strada per riportare un certificato revocato allo stato di prima. Correggere un certificato già pubblicato significa revocarlo e registrarne uno nuovo.
La pagina di un certificato revocato è un’affermazione pubblica su un’opera e su chi l’ha dichiarata.
Manca la procedura: chi può chiedere una revoca, con quale istruttoria viene decisa, che cosa la pagina pubblica può dire senza danneggiare chi ha dichiarato, e in quali casi un conto viene sospeso. È l’unico gesto della piattaforma che può danneggiare un terzo, e oggi non ha una procedura scritta.
Responsabilità, legge applicabile, foro
Mancano i limiti di responsabilità, la legge applicabile e il foro competente. Manca anche la posizione di chi compra un’opera: non è cliente di Artheia, il contratto è con chi dichiara, e va stabilito che cosa possa pretendere e da chi.
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